Loris Striglia, in arte Loris Gallo. Gallo perché? Partiamo dall’inizio. Classe 1971. 
All’età di 14 anni gli viene regalata la prima “pianola” e fu amore a prima vista.
La musica già scorreva nelle vene perché in compagnia del nonno (Gallo),
frequentava le osterie, le feste di piazza, le feste degli alpini ed iniza così a
farsi la prima cultura di musica popolare. Sotto il suggerimento di nonna Emma
inizia a prendere le prime lezioni di pianoforte da Don Rosso, il cappellano della
borgata dove vive. Vedendo l’ attitudine alla musica Don rosso lo accompagna da un insegnante di pianoforte molto preparato. Renzo Loggia di Bianzè. Così, una volta alla settimana, col motorino, pioggia o sole, si reca a Bianzè e continua seriamente lo studio del pianoforte.
Nonostante lo studio della musica classica, quelle fisarmoniche che sentiva nelle sagre paesane continuano a suonargli nei pensieri fino al giorno in cui un cugino di famiglia gli regala una piccola fisarmonica. Li scatta la molla! Da solo pian piano si mette ad impararla appassionandosi sempre più. Gli studi classici proseguono presso il conservatorio di musica “G. Verdi “ di Torino con il maestro Luciano Fornero. Le due scuole continuano parallelamente, il conservatorio e quello che Loris chiama il “para-conservatorio”, ossia “LA PIOLA” (l’osteria). Un sera, al termine di una festa popolare a Torrazza Piemonte, suo luogo di residenza, chiede al fisarmonicista dell’orchestra che aveva appena finito di suonare, di poter fare un pezzo. Fortunatamente la fisarmonica era sorretta da un bel supporto in quanto, ahimè, le condizioni “etiliche” in quell’ora era abbastanza importanti. Al termine dell’esecuzione, (la celebra miglia vacca) un gruppo di ragazzi gli si avvicina proponendogli una collaborazione con un orchestra che stavano fondando. Era il 1989. Loris disse che la cosa gli interessava ma che era meglio parlarne dopo qualche giorno per i motivi “etilici” di cui si è parlato prima. Inizia così la prima esperienza con il gruppo denominato MIRAGE ’90. Dopo alcune esperienze in gruppi locali, I Fauni e con orchestra professioniste come Tonya Todisco e Tony Daloia, decide di creare un gruppo tutto suo. Contattati i primi musicisti si inizia l’avventura. Siamo nel 1999. Che nome mettere al gruppo? Nome generico? Dopo alcune pensate esce Loris Gallo. Gallo perché? Torniamo a chiedere. Vi pare che il nome LORIS STRIGLIA sia facile da pronunciare? Non proprio. Poi Gallo era il cognome del nonno Alfonso che da qualche anno lo aveva lasciato. Quindi, un po’ per motivi di pronuncia e più che altro per un motivo di affezione, decide di chiamarsi LORIS GALLO! L’orchestra era pronta, il nome c’era, bastava iniziare a trovare lavoro. L’occasione venne data dal comitato festeggiamenti della frazione Mandria di Chivasso. Il 15 maggio del 1999 iniziò l’avventura. Un episodio significativo avvenne alla seconda serata dell’ orchestra. Durante i preparativi gli venne in mente una canzone che sentiva cantare dal nonno e dai suoi amici a tarda notte, in qualche cantina. Il galletto. Lo fece in serata e vide subito un gran consenso dalla gente. Per quel caso fortuito, o magari per quel suggerimento che gli venne da qualcuno di lassù, divenne subito un successo.
Dopo alcuni mesi ci fu l’incontro con Carlo Pescatore che, dopo alcune serate di prova in alcuni locali, notò le sue doti artistiche ed inizò a produrlo come artista. Produzione che dura tutt’ora. Nei primi anni, vuoi per le capacità e l’attitudine a far festa di Loris e i preziosi consigli di Carlo Pescatore, l’orchestra fece passi da gigante che mai Loris si sarebbe aspettato. Tutt’ora l’orchestra, denominata matta, di Loris Gallo è una realtà ben consolidata nel panorama musicale regionale. Alcuni dei suoi successi vengono eseguiti da diversi gruppi musicali e i ragazzi li cantano alle feste e ai carnevali. “beive e mangè, Marieme veuj marieme, la cura di banane” sono brani che vengono richiesti ogni sera perché portano allegria che è l obbiettivo principale di Loris.
All’inizio della carriera ebbe anche modo di collaborare per diverso tempo con un cabarettista molto noto nel panorama locale, Pino Milenr, dal quale ha imparato molto dal punto di vista della recitazione, altra dote che gli viene fatta notare negli anni. Per le doti musicali e di intrattenitore gli viene proposta la conduzione televisiva di una trasmissione locale che trattava di musica da ballo. Abbiamo quindi un musicista, un cantante, (nei percorsi musicali c’è stato anche lo studio del canto lirico), un presentatore televisivo ed una sorte di cabarettista. Insomma, un intrattenitore a pieno campo. Nelle serate dell’orchestra si balla a pieno ritmo il liscio, la musica melodica, il revival o ci si può semplicemente godere lo spettacolo sottolineato dalla presenza delle Coco Girls. Ballerine animatrici che accompagnano l’orchestra in modo che anche chi non è un assiduo ballerino può passare una piacevole serata semplicemente guardano ed ascoltando della buona musica RIGOROSAMENTE DAL VIVO. A questo punto l’orchestra di Loris Gallo, dopo 15 anni di attività, a pieno titolo si può denominare orchestra spettacolo. Un termine che infastidisce Loris è “orchestra di liscio”. Molto riduttivo per quello che propone durante le serate. All’attivo ha 7 incisioni, tutte di grande successo. Dalla musica popolare, alle canzoni degli alpini, che hanno sempre un posto speciale nel suo cuore. Non mancano le canzoni ironiche e quelle sentimentali.
Un progetto parallelo all’orchestra sta prendendo forma ed è un progetto legato al teatro canzone piemontese. Gli esponenti maggiori di questa tipologia di spettacolo sono scomparsi e Loris pare destinato a ricevere questa eredità e quindi a continuare la divulgazione della musica piemontese. Per questo compito viene coadiuvato, oltre che da eccellenti musicisti, anche da alcuni personaggi quali “Don Cravone” e “Madama Elvira Pautasso”, da lui interpretati e validi collaboratori anche nelle serate dell’orchestra nonché nella trasmissione televisiva “SALUTI SALUTISSIMI”, su TELECUPOLE PIEMONTE.
Se chiedete a Loris quel’è il suo obbiettivo nel lavoro vi risponderà “il mio obbiettivo è far divertire la gente il più possibile facendola ballare, ridere ed emozionare”. Se gli chiedete qual è un suo desiderio vi dirà “vorrei che il mio lavoro lo facesse solo chi ne ha la capacità e con le proprie forze. Vorrei che a suonare ci fossero solo i musicisti e a cantare solo i cantanti che sono in grado di cantare anche fuori dagli studi di registrazione. Magari si tornerebbe ad avere la giusta considerazione per gli artisti che c’èra fino a qualche anno fa.”